Reebok x Full Circle Berlin with DeadHYPE

Reebok x Full Circle Berlin con DeadHYPE

Reebok x Full Circle Berlin con DeadHYPE

Full Circle Berlin: Born Classic. A modo tuo.

Cosa succede quando un Classic passa a una nuova generazione? Viene reinterpretato, personalizzato, indossato in modo diverso e riceve una storia tutta sua.

Cos’è Reebok Full Circle?

Questa reinterpretazione è l’idea alla base di Reebok Full Circle, un hub culturale guidato dalla community che celebra le persone, i movimenti e la creatività che da oltre quattro decenni tengono Reebok Classics al centro della scena.

Dopo il debutto a The Vinyl Factory di Londra all’inizio dell’anno, Reebok Full Circle è atterrato a Berlino il 10 ottobre, portando avanti una tradizione di celebrazione della creatività e dell’innovazione in città. Creativi locali, workshop pratici, icone d’archivio, musica e stile contemporaneo si sono ritrovati in una giornata dedicata a rendere i Classics davvero tuoi.

In collaborazione con il collettivo creativo berlinese deadHYPE e con Zalando, l’evento ha ampliato la piattaforma Born Classic. Worn For Life. di Reebok, creando uno spazio dove connettersi, collaborare e dare libero sfogo alla creatività, con tante occasioni per dare ai Classics un tocco personale.

Nati per essere reinventati

Al centro di Full Circle Berlin c’erano tre workshop creativi, che hanno permesso ai visitatori di sperimentare in prima persona con i Reebok Classics.

I workshop sono stati curati insieme a deadHYPE, un collettivo creativo con base a Berlino, noto per mettere in connessione angoli diversi delle community della musica, della moda, dell’arte e del design della città. Il suo approccio si fonda sulla collaborazione e sulla creazione di opportunità per le voci emergenti, il che lo rende il partner naturale di un evento costruito intorno all’idea di dare un tocco personale a un Classic. L’atmosfera? Meno showroom, più parco giochi creativo.

I tre workshop

La personalizzazione di sneakers e abbigliamento è stata il filo conduttore della giornata, ma invece di limitarsi a guardare da bordo campo, gli ospiti hanno potuto partecipare ai workshop, sperimentare tecniche diverse e creare qualcosa di completamente personale.

Incisione di sneakers: Per chi è curioso di scoprire le sneakers personalizzate, questo workshop era l’occasione per mettere le mani in pasta, incidendo un segno personale direttamente su un paio di Reebok Classics che non comparirebbe su nessun altro paio. Dall’iconica Freestyle Hi alle Workout Plus, i partecipanti sono andati via con sneakers uniche, personalizzate interamente da loro.

Airbrush: Questo workshop era tutto dedicato alle tecniche di aerografia per trasformare l’abbigliamento Reebok con disegni e finiture personali. Una personalizzazione senza regole né linee guida, con slogan sulle t-shirt (uno dei nostri preferiti: “Swag pays my bills” in nero su una t-shirt Reebok bianca), per dare a tutti la possibilità di sperimentare e creare qualcosa di unico.

Tagli, effetto vissuto e rielaborazione dell’abbigliamento: L’upcycling ci è familiare, e questo workshop ne ha applicato i principi per rielaborare i capi e creare nuove silhouette e nuovi dettagli.

Il messaggio da portare a casa? Un Classic non deve restare com’era: a volte basta il tuo tocco personale.

Un’eredità di reinvenzione

Anche l’archivio di Reebok è stato protagonista, con una mostra di sei collaborazioni di spicco in ambito footwear che mostrano fin dove si può spingere un Classic, dai materiali inattesi alle costruzioni completamente nuove, quando qualcuno decide di reinterpretarlo.

In quattro decenni, le silhouette Reebok sono andate ben oltre la loro funzione sportiva originale. Artisti, designer e innovatori culturali hanno reinterpretato silhouette iconiche nel corso della storia del brand, per poi reinterpretarle ancora.

Le sei collaborazioni d’archivio

Reebok Freestyle Hi x Kate Knudsen, 1985-1990

L’artista multidisciplinare Kate Knudsen ha creato Freestyle Hi uniche per alcuni dei nomi più riconoscibili dell’epoca, tra cui Whoopi Goldberg ed Elton John. Ogni paio era dipinto a mano e decorato con di tutto, dalla pelliccia ai charm fino agli speroni, in base alla personalità di chi lo indossava. Nel 1989, tre dei prototipi di Knudsen sono stati messi in produzione, portando la sua creatività direttamente sul mercato: Give a Dog a Bone, Bowl-a-Rama e Cow.

Maison Margiela × Reebok Classic Leather Tabi, 2021

Nel 2021 due classici si sono incontrati: le Reebok Classic Leather, presentate per la prima volta nel 1983, e la Tabi di Maison Margiela, la scarpa a punta divisa simbolo della maison, lanciata nel 1988 e ispirata al design tradizionale delle calzature giapponesi. E invece di limitarsi a ritagliare il dettaglio tabi su una scarpa esistente, la Classic Leather è stata ricostruita da zero, mantenendo il profilo Reebok che conosciamo, con un intervento inconfondibilmente Margiela.

Reebok Instapump Fury × Concepts, 2014

Il sistema di calzata gonfiabile di Reebok, la sua tecnologia Pump, è stato lanciato nel 1994 con le Instapump Fury e sembrava avanti di anni, con una tomaia asimmetrica e scolpita, inserti traforati e pannelli. Per il ventesimo anniversario della silhouette, Reebok ha affidato la scarpa a Concepts, il retailer di Boston, perché la reinterpretasse. Il risultato? Una stampa personalizzata dichiaratamente massimalista, con toni oro e iconografia di ispirazione barocca, incorniciata da una gabbia gonfiabile blu acceso e tocchi di rosa. Un originale audace, abbastanza forte da reggere un’interpretazione ancora più audace.

Reebok Workout Plus × Jean-Michel Basquiat, 2012

Dal 2009 al 2013 Reebok ha collaborato con gli eredi di Jean-Michel Basquiat, portando il lavoro dell’iconico artista newyorkese sui Reebok Classics per diverse stagioni. In queste Workout Plus del 2012 la corona di Basquiat, uno dei suoi simboli più riconoscibili, compare in nero, mentre la pelle bianca, il cinturino sul mesopiede e il profilo restano in gran parte intatti: la prova che un solo segno sicuro dell’artista basta per rendere il Classic qualcosa di completamente proprio. Il nome di Basquiat compare con il suo lettering sul tallone.

Reebok Instapump Fury x Hender Scheme Manual Industrial Products 15, 2016

Più di vent’anni dopo il lancio delle Reebok Instapump Fury, il marchio giapponese Hender Scheme ha preso quella distintiva silhouette performance e l’ha riletta attraverso un linguaggio completamente diverso: l’artigianato tradizionale della pelle. Parte della serie Manual Industrial Products del designer Ryo Kashiwazaki, le MIP-15 sostituiscono i pannelli tecnici, i ritagli e la forma scolpita dell’originale con qualcosa di più caldo, più sobrio e deliberatamente artigianale. Il risultato trasforma un’icona del design industriale delle sneakers in qualcosa di più personale.

Alicia Keys × Reebok Freestyle Hi Wedge, 2013

Cresciuta a New York, la cantante Alicia Keys ha indossato le Freestyle, note in città come “5411” per il loro prezzo di 54,11 $ tasse incluse, per tutta la preadolescenza e l’adolescenza. Quando ha iniziato a collaborare con Reebok nel 2012, le Freestyle Hi sono state, naturalmente, una delle prime silhouette classiche che ha voluto rivisitare, cambiandone le proporzioni e introducendo un tacco a zeppa nascosto, ma mantenendo il doppio cinturino e la tomaia inconfondibile. Questa versione ha spinto l’idea ancora oltre con un look rosso dalla testa ai piedi, che trasforma la scarpa in un unico, audace statement, capace di collegare qualcosa di personale della storia newyorkese di Keys al suo stile di artista adulta.

Quattro creativi della community deadHYPE

Accanto all’archivio, il collettivo creativo berlinese deadHYPE ha co-curato i workshop e ha messo quattro membri della sua community al centro della mostra della campagna, tutti indossando a modo loro Reebok Classics in Garment Leather 100%.

Gabriel è il graphic designer dietro gran parte dell’identità di deadHYPE, dai flyer delle serate alle identità visive fino all’impaginazione della rivista cartacea.

Scottix, invece, porta il suono: il DJ nato a Taiwan e di base a Berlino è una presenza familiare dietro la consolle alle serate deadHYPE, muovendosi tra musica elettronica, rap e hip-hop.

Con radici ad Amburgo, Lina è content creator e creativa a tutto tondo, il cui lavoro si muove con fluidità e intuito tra le discipline, dando vita alle idee ovunque debbano essere plasmate, catturate o comunicate.

Ultima ma non meno importante, Josefin è un’artista multidisciplinare specializzata in scenografia e storytelling visivo. Crea ambienti e composizioni che danno alle idee un’atmosfera e un’identità precise, quel qualcosa in più.

Lo stile di Berlino, reinterpretato

In collaborazione con Zalando, Full Circle ha esplorato anche l’incontro tra sportswear e street style contemporaneo.

La stylist berlinese Irini ha curato sei look dalla collezione FW26 di Reebok, mostrando come i capi più recenti possano andare oltre lo sportswear tradizionale. Tre look donna e tre uomo hanno mescolato capi Reebok di stagione con layer, silhouette e accessori inattesi, portando nella collezione un approccio più individuale e ispirato alla strada.

Con integrazioni shoppable che collegano i look direttamente a Zalando, lo styling è stato pensato per passare dall’ispirazione al guardaroba.

Dal giorno alla notte

Con la fine dei workshop, Full Circle è passato da spazio creativo a celebrazione.

Con la musica al centro, deadHYPE ha riunito la sua community in una festa con gli amici del collettivo e la più ampia scena creativa berlinese. Alla consolle i DJ Chanella, Dom Hyuga, Hanaby, Papi da Silva e, naturalmente, Scotttix, mentre l’atmosfera passava con naturalezza dal creare al muoversi, dal primo Classic personalizzato della giornata all’ultimo brano della notte.

Come sempre, ci siamo divertiti un sacco.

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